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Serviva almeno un’altra conferma. Un altro “ennesimo scandalo”.

La facilità con cui un “caso di malasanità” viene selezionato, evidenziato, ripreso, incorniciato è, da tempo, evidente. La fugace apparizione di singoli episodi, gravi incidenti, morti sospette è uno dei tratti caratteristici dell’informazione nostrana. Meno frequente l’apparire di autentici scandali: momenti in cui l’episodio produce polemica, il caso diventa tema.

Resta allora da chiedersi quando questa trasformazione avviene. Quali sono le condizioni ambientali di questa mutazione.

L’analisi dello scandalo del Pronto soccorso fornisce alcuni nuovi elementi, ennesime conferme. A quanto pare la forza del singolo caso di malasanità non rende lo scandalo tale, non fornisce la giusta forza alla notizia. Allora per riuscire ad arrivare alle prime pagine dell’attenzione mediale il fatto, il caso esemplare, deve essere accompagnato, con o senza il concorso della coincidenza, da altre notizie che vi possono essere assimilate. L’ispezione prevista da tempo (2007) o un rapporto annuale dei NAS ripreso dall’archivio (2012), l’intervento del ministero della Salute o un “simile caso” avvenuto nei giorni immediatamente precedenti. La contagiosità dell’evento dipende più dall’assommarsi di sintomi che dall’emotività della singola ferita, dalla o gravità. Il corpo sanitario appare più malato quando è coperto da lacerazioni, quando combina più malanni.

Domani continueremo l’indagine. Osserveremo forma e funzione delle lesioni (notizie).

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